Sovranità Digitale

Sovranità digitale a parole: perché l’App IO rifiuta GrapheneOS (e la democrazia cede a Big Tech)

Prendo spunto da un lucidissimo articolo di Stefano Quintarelli https://blog.quintarelli.it/2026/09/di-app-io-eudiwallet-autistici-corte-di-giustizia-e-sovranita-digitale/ per fare una riflessione partendo da una mia esperienza recente e molto concreta.

Di recente ho provato ad accedere alla sezione Documenti (IT-Wallet) all'interno dell'App IO. Risultato? Accesso bloccato.

Il motivo è semplice: utilizzo GrapheneOS, un sistema operativo Android hardened, open source e focalizzato sulla massima tutela della privacy e della sicurezza dell'utente. Ma per l'App IO questo non basta, perché il sistema non considera valido il controllo di integrità di Google (Play Integrity / SafetyNet).

Qui si consuma un vero e proprio paradosso, per non dire uno scandalo concettuale e politico:

La fiducia statale delegata a due multinazionali private: Uno Stato sovrano delega a due aziende americane (Google e Apple) l'esclusiva decisione di stabilire quali dispositivi o sistemi operativi siano "meritevoli" o "affidabili" per consentire ai cittadini di accedere ai propri documenti d'identità.

La punizione per chi tutela la propria privacy: Chi compie la scelta consapevole di proteggere i propri dati rifiutando il tracciamento di massa e scegliendo software libero e hardened, viene di fatto discriminato ed escluso dalla fruizione di un servizio pubblico fondamentale.

Falsa sicurezza vs Reale Sovranità: La sicurezza e la sovranità digitale non si costruiscono sottomettendosi ai guardiani della Silicon Valley e alle loro API proprietarie, ma sviluppando infrastrutture pubbliche trasparenti, basate su standard aperti e verificabili.

Se le istituzioni italiane ed europee vogliono davvero parlare di Digital Sovereignty e di EUDI Wallet, dovrebbero iniziare a svincolarsi da questo guinzaglio. Non è ammissibile che l'esercizio di un diritto digitale sia subordinato al benestare di un algoritmo privato.